White Hat, Black Hat, Grey Hat: Chi Sono e Cosa Rischiano

Cosa distingue white hat, black hat e grey hat, l'origine del termine hacker/cracker, i rischi legali di ciascuno e cos'è la responsible disclosure.
- Pubblicato il 2026-09-25
- Tempo di lettura: 5 min
White Hat, Black Hat e Grey Hat: le Differenze #
White hat, black hat e grey hat sono le etichette che il settore della sicurezza informatica usa per classificare un hacker in base a due variabili: se ha l’autorizzazione per agire, e quale obiettivo persegue. Prendono in prestito l’immaginario dei western, dove il colore del cappello del protagonista diceva subito allo spettatore se fosse un “buono” o un “cattivo”. Due persone possono trovare la stessa identica falla in un sito web — una la segnala e incassa un bonifico da un programma di bug bounty, l’altra la usa per rubare dati e rivenderli sul dark web — con un esito agli antipodi per chi la compie, a seconda di quale di questi tre cappelli indossa.
Da Dove Nasce la Distinzione: Hacker vs Cracker #
Prima che si diffondesse la terminologia “hat”, la comunità tecnica usava una distinzione più netta: hacker per chi esplora e comprende i sistemi per curiosità o per migliorarli, cracker per chi usa le stesse competenze per violare sistemi altrui senza autorizzazione, causando danno o traendone profitto illecito. Il verbo “craccare” (dall’inglese to crack) descrive proprio questa attività: forzare una protezione — una password, una licenza software, un sistema di autenticazione — per aggirarla senza permesso. La distinzione si è persa nel linguaggio comune, dove “hacker” oggi copre entrambi i significati; la terminologia “hat” nasce in parte per recuperare quella distinzione con più sfumature. Per la storia completa del termine “hacker”, vedi l’articolo Hacker: Cos’è, Tipi di Hacker e Come Diventare Hacker Etico. Si parte, inevitabilmente, dal cappello dei buoni.
White Hat #
Il white hat opera sempre con autorizzazione esplicita del proprietario del sistema. Tra gli esempi più comuni di attività white hat rientrano il penetration testing, il red teaming autorizzato e la ricerca di vulnerabilità nell’ambito di programmi di bug bounty come quelli coordinati da piattaforme come HackerOne — per la panoramica completa dei ruoli vedi Ethical Hacker: Cos’è e Cosa Fa. L’obiettivo è trovare le vulnerabilità prima che lo faccia qualcun altro, documentarle e aiutare a correggerle. Sul lato opposto dello spettro, senza permesso e senza le stesse intenzioni, c’è il black hat.
Black Hat #
Il black hat è quello che la parola “hacker” evoca nell’immaginario comune: opera nell’ombra, spesso appoggiandosi a marketplace del dark web per comprare e vendere exploit, credenziali rubate e accessi già compromessi pronti all’uso. I bersagli cambiano scala ma non logica: singole persone tramite phishing o SIM swap per prendere il controllo di un telefono, siti web sfruttandone le vulnerabilità per rubare dati o piazzare pagine di pagamento false, aziende intere dove l’obiettivo è quasi sempre economico — un virus o un ransomware che cripta l’infrastruttura e blocca l’operatività finché non arriva un riscatto, tipicamente richiesto in criptovaluta per restare anonimi. In Italia l’accesso abusivo a un sistema informatico può integrare il reato previsto dall’art. 615-ter c.p.; a seconda di cosa viene fatto una volta dentro — sottrazione di dati, frode, danneggiamento, o la produzione e diffusione stessa del malware usato (art. 635-quater.1 c.p.) — possono aggiungersi altre fattispecie di reato, indipendentemente dalla motivazione dichiarata. Tra questi due estremi netti, però, esiste una zona grigia che la legge fatica a inquadrare con la stessa chiarezza.
Grey Hat #
Il grey hat è una via di mezzo ambigua: agisce senza permesso esplicito ma senza intento dannoso, ad esempio segnalando una vulnerabilità trovata “esplorando” un sistema non suo. L’assenza di intento malevolo non equivale però ad avere un’autorizzazione, e la legalità dipende dalla giurisdizione e dalle circostanze concrete — la buona fede non è una scriminante automatica.
Il modo corretto per gestire questa zona grigia ha un nome, responsible disclosure: trovare la vulnerabilità, non sfruttarla oltre il necessario per dimostrarla, contattare privatamente il proprietario, dargli il tempo di correggerla prima di qualsiasi divulgazione pubblica. Segue questo processo, senza autorizzazione preventiva, è ancora un grey hat; farlo dentro un programma di bug bounty che lo autorizza esplicitamente sposta l’attività nel campo white hat. Bianco, nero e grigio non esauriscono però la tavolozza.
Le Altre Categorie: Non Solo Tre Colori #
Queste categorie non condividono lo stesso criterio delle prime tre: script kiddie descrive un livello di competenza, hacktivist una motivazione, state-sponsored un’affiliazione — non una posizione sulla stessa scala di autorizzazione.
- Blue Hat — il termine non ha una definizione universale: la fonte più citata lo usa per un ricercatore esterno invitato da un’azienda (il nome nasce dagli eventi BlueHat di Microsoft) a testare un prodotto prima del rilascio, ma altre fonti lo usano diversamente
- Script kiddie — usa tool e exploit scritti da altri, senza comprenderne davvero il funzionamento interno
- Hacktivist — agisce per motivazioni politiche o ideologiche (es. Anonymous)
- State-sponsored — opera per conto di un governo, spesso in operazioni di spionaggio o sabotaggio (gruppi APT)
Tabella Comparativa #
| Tipo | Autorizzazione | Obiettivo | Attività tipica |
|---|---|---|---|
| White Hat | Sì | Migliorare la sicurezza | Penetration test, security assessment |
| Black Hat | No | Profitto o danno | Furto dati, ransomware, frode |
| Grey Hat | Ambigua | Ricerca non richiesta | Vulnerability research senza autorizzazione |
| Blue Hat | Sì, su invito | Testare un prodotto pre-rilascio | Security assessment per conto terzi |
FAQ #
Chi è un white hat? Cosa fa? Un white hat è un hacker che opera sempre con autorizzazione esplicita: cerca vulnerabilità in sistemi e applicazioni per segnalarle e farle correggere, non per sfruttarle a proprio vantaggio.
Chi è un black hat? Cosa fa? Un black hat è un hacker che accede a sistemi senza autorizzazione per profitto o danno — ruba dati, installa ransomware o virus, vende accessi compromessi sul dark web.
Chi è un grey hat? Cosa fa? Un grey hat cerca vulnerabilità senza autorizzazione esplicita ma senza intento dannoso, spesso per segnalarle comunque — l’assenza di intento malevolo non equivale però ad avere un’autorizzazione, e la legalità dipende dalla giurisdizione e dalle circostanze concrete.
Un grey hat può essere perseguito legalmente anche se segnala la vulnerabilità? Sì. L’accesso non autorizzato resta di per sé un reato in molte giurisdizioni, a prescindere da cosa si fa dopo averlo scoperto o dalle intenzioni dichiarate.
Il tool o la tecnica usata determinano se un hacker è white hat o black hat? No. Nmap, Metasploit o qualsiasi altro strumento sono neutri: la stessa identica tecnica può essere usata in un penetration test autorizzato o in un attacco illecito. A determinare il cappello sono solo autorizzazione e finalità, mai lo strumento.
White hat ed ethical hacker sono la stessa cosa? Quasi: nel linguaggio comune sono usati come sinonimi, ma “ethical hacker” descrive più precisamente il professionista che usa competenze di hacking in modo autorizzato, mentre “white hat” è l’etichetta più ampia legata al comportamento e alle intenzioni. Il quadro completo è in Ethical Hacker: Cos’è e Cosa Fa.
Qual è la differenza tra white hat e black hat? Autorizzazione e finalità: il white hat opera col permesso del proprietario per migliorare la sicurezza, il black hat accede o agisce senza autorizzazione per profitto o danno.
Quali sono i principali tipi di hacker? White hat, black hat e grey hat sono le tre categorie principali, basate su autorizzazione e obiettivo. Blue hat, script kiddie, hacktivist e state-sponsored esistono come termini aggiuntivi, ma descrivono criteri diversi (invito, competenza, motivazione, affiliazione) e non appartengono alla stessa classificazione.
Qual è la differenza pratica tra hacker e cracker oggi? Nel linguaggio comune i due termini si sono fusi; nel gergo tecnico originale la distinzione resta: hacker esplora e comprende, cracker viola senza permesso per danneggiare o trarne profitto.
Esistono altri “colori” oltre a white, black e grey? Sì — blue hat è il più citato, ma la terminologia informale include anche varianti meno standardizzate, usate con significati diversi a seconda della fonte.
Cosa significa script kiddie? Descrive chi usa tool ed exploit scritti da altri senza comprenderne davvero il funzionamento — è una classificazione per livello di competenza, non per autorizzazione o intento.
Cosa significa hacktivist? Chi usa tecniche di hacking per motivazioni politiche o ideologiche piuttosto che per profitto personale — la legalità dell’azione dipende comunque dall’autorizzazione, non dalla causa che la motiva.
Cosa significa state-sponsored hacker? Un attaccante che opera per conto o su commissione di un governo, tipicamente in operazioni di spionaggio, sabotaggio o influenza — i gruppi tracciati come APT rientrano quasi sempre in questa categoria.








